Quando una coppia di cittadini stranieri, residente in Italia, si accinge a separarsi o a divorziare, la prima questione da risolvere riguarda la competenza giurisdizionale, cioè a quale tribunale essa debba rivolgersi: se quello del luogo in cui è stato celebrato il matrimonio o quello italiano.

Una volta individuata l’autorità competente, occorre capire quale sia la legge applicabile, cioè se i cittadini stranieri siano soggetti alla legge italiana oppure a quella della loro nazionalità.

Competenza giurisdizionale

Per individuare il tribunale competente, nei procedimenti di separazione e divorzio tra coppie internazionali, occorre fare riferimento ai criteri di cui all’art. 3 del Regolamento UE n. 2201/2003.

Esso prevede che sono competenti, in materia di divorzio, separazione e annullamento del matrimonio, il giudice dello Stato membro nel cui territorio si trova la residenza abituale di uno dei coniugi, in caso di domanda congiunta.

Se la domanda non è congiunta: la residenza abituale dei coniugi, o l’ultima residenza abituale dei coniugi se uno di essi vi risiede ancora, la residenza abituale del convenuto, o la residenza abituale dell’attore se questi vi ha risieduto almeno per un anno immediatamente prima della domanda, oppure se vi ha risieduto almeno per sei mesi immediatamente prima della domanda, se è cittadino dello stesso Stato membro.

Per residenza abituale si intende, secondo quanto chiarito da una sentenza delle Sezioni Unite della Suprema Corte (n. 15328/2010), il luogo in cui il soggetto ha fissato, con carattere di stabilità, il centro permanente e abituale dei propri interessi.

Da quanto sopra, si ricava che nelle cause di separazione e divorzio tra stranieri, se entrambi i coniugi risiedono in Italia, sussiste la giurisdizione del giudice italiano.

Individuazione della legge applicabile

Una volta individuato il giudice competente, va determinata la legge applicabile facendo riferimento al Regolamento UE n. 1259/2010.

L’articolo 5 del predetto Regolamento attribuisce ai coniugi la facoltà di designare di comune accordo la legge applicabile alla separazione personale ed al divorzio, purchè si tratti di una delle seguenti leggi:

  • dello Stato di residenza abituale dei coniugi al momento della conclusione dell’accordo; o
  • dello Stato dell’ultima residenza abituale dei coniugi se uno di essi vi risiede ancora al momento della conclusione dell’accordo; o
  • dello Stato in cui uno dei coniugi ha la cittadinanza al momento della conclusione dell’accordo; o
  • del foro, cioè la legge del luogo in cui ha sede l’autorità giudiziaria scelta dalle parti.

Lo stesso articolo precisa che tale accordo può essere modificato o concluso in qualsiasi momento, ma “al più tardi nel momento in cui è adita l’autorità giurisdizionale”.

Qualora le parti non abbiano effettuato alcuna scelta, trova applicazione l’art. 8 del medesimo Regolamento, secondo il quale è applicabile la legge dello Stato:

  • della residenza abituale dei coniugi nel momento in cui è adita l’autorità giurisdizionale;
  • in mancanza, dell’ultima residenza abituale dei coniugi sempre che tale periodo non sia concluso più di un anno prima che fosse adita l’autorità giurisdizionale, se uno di essi vi risiede ancora nel momento in cui è adita l’autorità giurisdizionale;
  • in mancanza, di cui i due coniugi sono cittadini nel momento in cui è adita l’autorità giurisdizionale;
  • in mancanza, in cui è adita l’autorità giurisdizionale.

Nei procedimenti di separazione e divorzio nei quali la coppia deve regolamentare i rapporti tra i genitori in relazione all’affidamento dei figli, al loro collocamento ed alle modalità di frequentazione, la competenza giurisdizionale appartiene al giudice dello Stato in cui il minore ridiede abitualmente, secondo la legge nazionale del figlio.

Hai bisogno di una consulenza?
Dal vivo, oppure online.

Ovunque tu sia non ha importanza, ti aiuto io!