Può accadere che fra genitori e figli minori nasca un conflitto di interessi, cioè che essi abbiano interessi propri, in contrasto con quelli dei minori, tali per cui i primi non possono agire nell’esclusivo interesse dei secondi. Tale conflitto di interessi deve avere natura patrimoniale, in quanto a nulla rileva quello morale o affettivo.

Un esempio per comprendere meglio la problematica può essere quello riguardante la divisione di beni in comunione tra genitori e figli oppure quando un genitore intenda compiere una donazione nei confronti del figlio minore. In tali casi, se il conflitto riguarda un genitore soltanto, il potere di rappresentare ed amministrare il bene in riferimento all’atto da compiere, spetta all’altro genitore.

Se invece il conflitto sorge fra figli tutti, od in parte, soggetti alla stessa responsabilità genitoriale o fra figli ed entrambi i genitori, occorre la nomina di un curatore speciale.

Il curatore speciale deve essere nominato, su istanza dei genitori, dello stesso minore, dei parenti più prossimi, del Pubblico Ministero, dal giudice del luogo in cui si trova il domicilio del minore. La sua funzione è proprio quella di sostituirsi ai genitori nel particolare atto che deve essere compiuto. In caso in cui ciò non sia fatto, l’atto compiuto dai genitori in conflitto di interesse con i figli è annullabile da parte degli stessi genitori o dal figlio entro cinque anni dal raggiungimento della maggiore età.

Diverso è quando i genitori, o quello che ha la potestà esclusiva, non possono o non vogliono compiere atti di interesse del figlio. Anche in questo caso, occorre la nomina di un curatore speciale che impedisca il verificarsi di un pregiudizio conseguente all’inerzia dei genitori.

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